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Tra Volla e Ponticelli ecco la discarica nell'orto.

Leggo e volentieri pubblico. Siamo gli abitanti della zona di confine tra Volla e Ponticelli. Abbiamo già fatto, attraverso una petizione, denuncia ai vari organi preposti e all’ASIA per la grave situazione di degrado in cui versa il nostro quartiere. Purtroppo sul nostro territorio (alle spalle della Parrocchia di Tavernanoce), esiste un appezzamento di terreno (pubblico o privato?) che, nonostante le numerose denunce, è diventato una discarica a cielo aperto, nonché un deposito di materiali di risulta, gestito da non si sa chi...
I marciapiedi che lo circondano sono ormai inondati da immensi cumuli di immondizia che nessuno raccoglie da tempo. Ci chiediamo che differenza c'è tra noi e i cittadini del centro di Napoli!
A tutt’oggi, 6 gennaio, nessun collaboratore ecologico è stato incaricato della rimozione della spazzatura e soprattutto nessuno ha spazzato i marciapiedi ancora pieni dei residui dei botti dell’ultimo dell’anno.

La nostra zona è diventata davvero invivibile e, colmo dell’ironia, proprio in questi giorni ci siamo visti recapitare le esose tasse per i rifiuti solidi urbani.
Ci chiediamo: "DOBBIAMO ANCHE PAGARE PER UN DISSERVIZIO CHE OGNI GIORNO METTE A REPENTAGLIO LA SALUTE PUBBLICA?" Ormai tutte le notti vengono camion a scaricare materiali di risulta e immondizia sul campo suddetto e noi, giorno dopo giorno, vediamo degenerare il nostro quartiere senza poter far nulla per porre fine a questa assurda situazione (..E SPERIAMO CHE QUESTI RIFIUTI NON SIANO TOSSICI...).

Chiediamo alle Istituzioni preposte un intervento decisivo affinché la situazione possa ritornare alla normalità e suggeriamo di sfruttare le risorse invece di distruggerle: il campo in questione, infatti, prima era coltivato e la terra dava i suoi frutti, perché non investire in un progetto di agricoltura o altro e dare a tanti giovani in cerca di lavoro un’opportunità? Perché la periferia di Napoli deve essere nota solo per la delinquenza? Che fine ha fatto l’orgoglio di essere napoletani? Il nostro paese non è più “IL PAESE DEL SOLE”?

Tratto da Napolionline.org




permalink | inviato da il 9/1/2007 alle 10:12 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa

Sanità: il ticket farmaceutico ennesima tegola sulla testa dei cittadini.

E’ bastata la bacchettata dei sindacati e la minaccia di una mobilitazione generale a spingere le forze politiche di maggioranza a sedersi ad un tavolo e tornare ad analizzare (forse in modo approfondito) l’opportunità dell’imposizione ingiusta del ticket farmaceutico.
Un provvedimento vergognoso imposto dalla giunta regionale che costringe i cittadini, in maniera indistinta, di contribuire al risanamento della voragine finanziaria della sanità regionale perpetrata da una gestione sballata delle risorse nel corso degli anni.

Il ticket è entrato in vigore martedì, approvato dalla giunta solamente il sabato prima (il 30 dicembre), pari ad 1,5 euro a confezione per l’acquisto di medicinali cosiddetti a marchio, con un massimo di 3 euro a ricetta.

Dovrebbe garantire 50 milioni di entrate, pari al solo disavanzo nel settore farmaceutico rientrante negli oltre 6 miliardi di deficit regionale in tutto il comparto sanità. Un buco stratosferico al 31/12/2005 per un capitolo di bilancio che da tanta sostanza in termini finanziari ma scarsa in termini di risultati.

Più di una volta le magagne economiche regionali sono finite nel mirino della magistratura e da tre mesi un apposito fascicolo è stato aperto presso la Procura Generale della Corte dei Conti per presunti danni erariali per un ammontare di 243 milioni, 29 dei quali riguardano l’ambito della pubblica sanità.
Nelle motivazioni al fascicolo, non mancherebbe nulla: consulenze affidate da Asl a Comuni e personalità esterne, infermieri cui sarebbero state corrisposte indennità varie fino a 10 anni senza averne diritto.

I problemi vanno avanti da anni, fino a giungere al tracollo di quest’anno quando il governo centrale, in odor di DPEF ha reso noto il disastro finanziario in cui versa la sanità pubblica nazionale, costringendo le regioni interessate, tra cui la Campania, alla stipula di un Patto per la Salute che fissa termini di spesa ai vari capitoli.
Il dato più sconcertante è quello che arriva dai fondi statali: malgrado gli 8 miliardi di euro che la Conferenza Stato-Regioni ha trasferito per il 2006 al Fondo Sanitario Regionale, la distribuzione e l’impiego di essi non saranno sufficienti a ripianare i conti.
Negli ultimi cinque anni, sebbene le finanziarie che si sono succedute, abbiano realizzato cospicui tagli nei settori nevralgici del Paese, al FSR sono andate risorse in crescendo, raggiungendo la massima cifra proprio nell’anno appena trascorso.

Il Ministero della Salute, pubblica sul proprio sito i dati economici delle ASL e delle AO nelle regioni (aggiornati fino al 2004).

I dati più eloquenti:

- L’ASL NAPOLI 1, la più grande azienda sanitaria d’Europa, ha ricavato nel 2003 226 milioni, a fronte di 450 milioni di costi di produzione.

Ora, a partire da un costo pari a 100 per i servizi forniti, è riuscita a far registrare solo il 50% di copertura dei costi con il fatturato.

-L’ASL SALERNO 2 ha ricavato nel 2003, 98 milioni, a fronte di 123 milioni di costi di produzione.

A parità di costo 100, ha coperto con il fatturato l’86 % dei costi di produzione dei servizi.

Con una indagine a Campione commissionata dal consigliere regionale Ugo Carpinelli, si è cercato di individuare gli sprechi della sanità in Campania. E’ emersa una serie di dati particolari, che mettono sul banco degli imputati l’assessore alla sanità regionale Angelo Montemarano ed i dirigenti della SORESA, la società che dovrebbe azzerare i pesanti debiti del sistema sanitario regionale e centralizzare gli acquisti dei beni e attrezzature sanitarie.

Nella ASL SALERNO 2 una siringa monouso da 5ml costa 3,20 centesimi. Importo che corrisponde a 63 lire per iniezione.

L’ASL CASERTA 1 spende per ogni siringa, con regolare gara, 69 lire.

BENEVENTO ha trovato un fornitore che garantisce un prodotto di eguale qualità, ma ancora più costoso perché per i pazienti sanniti ogni iniezione costa all’Als 89 lire.

Cifra che all’ASL AVELLINO 2 sale a 91 delle vecchie lire.

La cosa sorprendente è che l’azienda che ha vinto l’appalto per fornire la piccola Asl di Benevento 1 è la stessa che fornisce le siringhe monouso da 5ml anche all’Azienda Sanitaria più grande d’Europa, la NAPOLI 1. La differenza è nel prezzo. L’Asl NAPOLI 1 paga 102 lire ogni iniezione monouso. Stesse siringhe, stesso fornitore!

La SORESA è titolare esclusiva delle funzioni di acquisto e fornitura dei beni e attrezzature delle Asl e delle Aziende ospedaliere. A tal fine essa elabora annualmente un programma di contenimento della spesa corrente sanitaria definendo piani e procedure centralizzate, a livello regionale, per l’acquisto di beni e attrezzature sanitarie.

L’introduzione del ticket farmaceutico non può che essere la classica toppa dei contribuenti alle toppate dei governi. Decine di pensionati e disoccupati stanno affollando in queste ore gli uffici delle ASL per avere informazioni su eventuali esenzioni. Alcuni, come mio nonno, sono stati costretti a pagare fino a 15 euro di ticket per medicinali fondamentali come cardioaspirine e pillole per l’ipertensione.

Il dispositivo di conversione per la prescrizione di farmaci generici, messo appunto dalla giunta regionale, non è ancora stato distribuito ai medici di famiglia ed alle ASL. Tavole di comparazione da farmaci di marchio a quelli generici, naturalmente, mancano. E chi compra in questi primi giorni di vigore del provvedimento, paga in maniera indiscriminata.

Non si sa chi è esente. Sarebbe stato naturale prevedere che in soli tre giorni e per di più a cavallo del Capodanno, non sarebbe stato materialmente possibile informare tutte le strutture e gli operatori sanitari interessati.

Non era meglio aspettare o prolungare i tempi di entrata in vigore? Il consiglio in tempo di stesura della finanziaria è stato fin troppo accorto ad aumentare le auto blu, raddoppiare i bonus e rimborsi benzina ai suoi membri. A non tagliare un centesimo di sprechi.

Si è attesa l’ultima ora dell’anno per l’assalto alle tasche dei contribuenti, già abbastanza vessati dalle bazzecole dei governi regionali.



permalink | inviato da il 5/1/2007 alle 17:15 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa

Rifiuti: la Campania soggiogata dai Verdi.

Ennesimo trionfo dei partiti dell’ala radicale del governo: il ministro Pecoraio è riuscito a bloccare attraverso un provvedimento del Consiglio dei Ministri, le quote di finanziamento per gli impianti di termovalorizzazione in fase di realizzazione o la cui realizzazione è stata autorizzata.

la Campania, martoriata dall’emergenza rifiuti, costretta a nuove soluzioni per l’immediata necessità di ripulire le strade regionali.
Drammatica decisione che accontenta una sola parte politica e lascia alle sue sorti la tenuta ambientale e sanitaria di 6 milioni di cittadini.

L’utopia di una svolta ambientalista ha vinto in Consiglio dei Ministri e finchè non giungeranno provvedimenti correttivi dal Parlamento, o si spera, una proroga dello stop, i termovalorizzatori in costruzione saranno fermi. Il rischio nel breve periodo è l’opzione per la nuova riqualificazione delle discariche ed il pericolo discariche abusive e criminalità organizzata è dietro l’angolo.

Le discariche che oggi vengono aperte, sotto autorizzazione dei prefetti campani, esclusivamente in via di emergenza e che dovrebbero essere utilizzate in via temporanea, ora rischiano di rimanere permanentemente aperte.

Intanto tonnellate di immondizia già stoccata aspetta di essere distrutta: senza i termovalorizzatori di casa nostra il governo regionale sarà costretto alla predisposizione di nuovi convogli ferroviari verso la Germania e regioni italiane limitrofe con un aggravarsi cospicuo dei costi di raccolta e smaltimento per la cittadinanza.

I Verdi che oggi cantano vittoria da anni hanno imposto il blocco a qualsiasi soluzione definitiva al problema dei rifiuti in Campania. E’ a causa delle loro ingerenze che oggi tutte le discariche sono chiuse, che i termovalorizzatori non si completano e quindi, che le nostre città affogano nella spazzatura.

A causa loro l'apertura temporanea di siti di raccolta. Contro i quali le popolazioni giustamente si schierano, ogni qualvolta giunge notizia dell'individuazione di aree idonee dal Commissariato Straordinario per l’emergenza rifiuti.

Verdi schierati per la liberazione dalle città campane dalle cataste di immondizia che rischia perennemente di far esplodere epidemie. E Verdi asserragliati ai cancelli dei cantieri per la realizzazione di termovalorizzatori unici strumenti necessari, all’oggi, per spazzare via ‘a munnezza campana.

Il destino della Campania sommersa dai rifiuti è nelle mani di Pecoraio Scanio ed adepti, una sozzeria che sa tanto di gioco partitico e politico.

- Il resoconto della seduta del Consiglio dei Ministri




permalink | inviato da il 2/1/2007 alle 12:14 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (17) | Versione per la stampa
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"http://ilberrettoasonagli.ilca... sul mio blog mi interesso di sperperi campani ..."


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