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Napoli: inceneritore nel sito delle ecoballe

(Tratto da Il Mattino di Napoli) Ci vorrebbero 35 anni almeno per smaltire le ecoballe di Taverna del re ricorrendo alla terza linea del termovalorizzatore di Acerra. Una soluzione non praticabile perchè quelle balle, sei milioni di tonnellate di spazzatura circa, vanno rimosse subito. Come? Costruendo un inceneritore a Giugliano. Un impianto destinato esclusivamente allo smaltimento dei rifiuti accatastati da sette anni nel sito di stoccaggio più grande d’Europa. 


È l’orientamento della Provincia di Napoli, di concerto con i Comuni di Giugliano e Villa Literno, e con il placet della Regione Campania. La costruzione dell’impianto avverrà solo dopo la caratterizzazione e la messa in sicurezza dell’area, che come già documentato dalla procura di Napoli è gravemente compromessa dal punto di vista ambientale. 
«Abbiamo i fondi, 47 milioni per procedere subito alla messa in sicurezza di tutti i siti inquinati – dice l’assessore regionale Giovanni Romano – interdiremo subito i pozzi, rimuoveremo 870 mila tonnellate di percolato. Poi via libera alla distruzione delle ecoballe».
Le linee guida di un’azione strategica che mette insieme comuni, quelli di Giugliano e Villa Literno, Province, quelle di Napoli e Caserta, e Regione Campania, sono state illustrate ieri mattina nell’aula consiliare del comune, nel corso di un incontro aperto al pubblico. 

Ha introdotto i lavori il presidente della commissione bonifiche, il consigliere Antonio Amato del Pd: «Subito un’unità di crisi che veda impegnati istituzioni, forze inquirenti e forze di polizia, sia nel monitoraggio delle attività di bonifica dei siti di interesse nazionale, quali quello di Giugliano, sia nel contrasto reale ai continui roghi tossici. Ma mi preme sottolineare la necessità di evitare ulteriori impianti a Giugliano. Ricorriamo alla terza linea del termovalorizzatore di Acerra». «Non è possibile – replica Romano – ci vorrebbe troppo tempo per liberare il territorio da tutte le balle che ospita». 
Poi l’assessore aggiunge: «Siamo aperti al confronto con i cittadini, ma a patto che si sappia che dire no all’inceneritore significa dire si a nuove discariche». Snocciola dati l’assessore provinciale all’Ambiente, Giuseppe Caliendo: «I numeri ci danno ragione. Negli ultimi mesi abbiamo elevato centinaia di sanzioni contro i reati ambientali e a breve partiremo con i controlli satellitari».

Fatti non riscontrati da chi vive o amministra il territorio. «Siamo assolutamente contrari a un nuovo impianto sul territorio di Giugliano – dice il consigliere regionale, già sindaco di Villaricca, Lello Topo – ogni soluzione alle balle di Taverna del re deve essere trovata fuori da questo comprensorio dove il dato sanitario è altrettanto allarmante». 
E in aula c’erano anche i medici del San Giuliano di Giugliano, da settimane impegnati in una battaglia contro la chiusura del reparto di oncologia. 2200 prestazioni annue, 100 chemioterapie somministrate in una settimana, a fronte di un’incidenza del tasso tumorale che tende tristemente ad aumentare. «L’unità di crisi deve interfacciarsi con la commissione sanità. I due problemi vanno affrontati contemporaneamente», chiosa Topo. Al termine della conferenza, il sindaco Pianese ha accompagnato i membri della commissione nel loro primo sopralluogo a Taverna del re. «I problemi di questa città vanno risolti in sedi diverse da quella comunale. Oggi è chiaro a tutti» ha commentato Pianese.

Pubblicato il 31/7/2010 alle 16.20 nella rubrica Munnezza.

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